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I case study della certificazione AIPB

Nell’ambito dei percorsi di formazione di Aipb, i maggiori esperti in diverse aree finanziarie propongono delle soluzioni a un caso pratico di particolare complessità.
Il dottor Marco Bisio ha 60 anni e svolge l’attività di medico cardiologo da circa
30 anni in una rinomata clinica privata milanese e in un poliambulatorio, ove riceve
i pazienti privatamente. Il cliente è sposato (in regime di separazione dei beni) con
Gabriella, sua coetanea e casalinga e ha tre figli, Enrico e Gianni e Andrea, rispettivamente
di 29, 28 e 25 anni. Enrico è dipendente presso un’azienda chimica che opera nell’hinterland
milanese, Gianni è impiegato in una nota casa editrice milanese e Andrea è laureando in giurisprudenza.
I due figli maggiori sono da poco usciti di casa e vivono entrambi in affitto, mentre
Andrea sta ancora terminando gli studi. Il reddito annuale dichiarato da Marco è di 200
mila euro lordi, ai quali si aggiungono altri 40 mila euro non dichiarati. L’ultima fonte di reddito
è caratterizzata da un’importante rendita di 100.000 euro annui netti (facenti parte di una
rendita complessiva già frazionata su due rami famigliari) derivante dalla locazione di una serie
di appartamenti nel territorio comasco (il 50% è di proprietà del medico e il 50% appartiene
all’altro ramo della famiglia). Al momento tali immobili sono detenuti direttamente senza
l’ausilio di una società.
Marco vive con la famiglia in una casa di sua proprietà del valore di 800 mila euro sito in una
zona residenziale del capoluogo lombardo, ed è proprietario di un appartamento con giardino
in Liguria da 600 mila euro e di un appartamento ubicato sull’altopiano di Asiago del
valore di 350 mila euro.
Il suo patrimonio finanziario detenuto presso l’istituto di riferimento è di circa 2 milioni di
euro e si compone come segue:

– 500 mila euro di pronti contro termine;
– 500 mila euro in obbligazioni bancarie;
– 700 mila euro in fondi comuni (80% fondi obbligazionari e 20% fondi liquidità);
– 300 mila euro in titoli azionari (blue chip italiane; il cui valore attuale è inferiore del 35% al
prezzo d’acquisto).